L’acrofobia(dal greco àkros =elevato e fòbos =paura )appartiene al gruppo delle fobie “specifiche”. Le persone che soffrono di questa fobia, temono le altezze e i luoghi chiusi molto profondi (es. chiese). L’entrare in un grattacielo o il salire su di un balcone scatena nell’individuo, affetto da acrofobia,un’immotivata paura e può provocare veri e propri attacchi di panico e, quindi, tutte le condizioni di stress psicofisico che da esso ne derivano, quali : giramenti di testa, tremore, tachicardia, debolezza, aumento della sudorazione, sino ad importanti crisi respiratorie. C’è però da dire che questi sintomi non si manifestano obbligatoriamente;l’individuo acrofobico potrebbe semplicemente nutrire un profondo senso di disagio o perlopiù avere una leggera crisi nervosa.
Come nasce e come si cura l’ACROFOBIA
Essendo una fobia di tipo specifico, l’acrofobia nasce irrazionalmente, in seguito forse ad una precedente esperienza negativa infantile come la semplice caduta da un mobile o da un ripiano sopraelevato, e molto spesso il soggetto acrofobico ha la paura stessa di aver paura, prima ancora che si manifesti l’evento scatenante. Ad esempio, chi soffre di acrofobia può esprimere i sintomi della malattia prima ancora di entrare, putacaso, in un grattacielo, sapendo però di dovervi entrare. Ma come si cura allora l’acrofobia ? Tentare di ragionare o di confortare l’individuo mentre sta avendo un attacco di panico è pressoché inutile. Il metodo migliore sarebbe di indurre il “paziente” a superare la fobia con la ragione, essendo questa una malattia irrazionale(vd. amigdala), tramite delle sedute psicoterapeutiche che portino l’individuo a riflettere,poco alla volta, sulla propria paura e sull’inutilità di essa. Infine un altro metodo per curare questa fobia può essere l’utilizzo di massaggi rilassanti che predispongono l’organismo del paziente a ridurre notevolmente gli stress psicofisici.








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