L’aracnofobia è la paura irrazionale dei ragni. Può presentarsi nella forma di una forte repulsione, fino a un livello di incontrollabile orrore. È una fobia molto diffusa e a essa sono legati molti dei significati che il folklore e l’immaginario associano ai ragni.
Il ragno è un animale che, per le sue caratteristiche, ha colpito e stimolato l’immaginario umano, entrando (spesso come una creatura leggendaria) nel folklore e nella mitologia di vari popoli. Tra le numerose attestazioni, spiccano in particolare il mito di Aracne e il fenomeno del tarantismo.
Come il serpente, anche il ragno alterna una simbologia positiva ad una negativa, in base a come le sue stesse caratteristiche (anatomiche, comportamentali, persino “psicologiche”) sono state interpretate di volta in volta.
Uno degli aspetti che ha maggiormente colpito l’immaginario umano è la laboriosità del ragno, unita a una grande precisione tecnica, che tale animale dimostra nel tessere la propria tela. Da ciò derivano molti miti (in primis quello greco di Aracne), in cui tale caratteristiche divengono il centro o, quantomeno, lo spunto della narrazione e – spesso – il fulcro del significato morale.
Altro aspetto molto rilevante, questa volta in chiave negativa, è il pericolo potenziale rappresentato dal ragno, predatore, talvolta velenoso, che grazie alla sua tela – o, in alcuni casi, alla caccia – si procura il cibo per divorarlo ancora in vita dopo averlo paralizzato.







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