Ailurofobia

8 03 2008

pauragatti

La paura dei gatti, tecnicamente chiamata “ailurofobia”, e’ piuttosto rara, ma quando si manifesta puo’ causare innumerevoli disagi a chi ne soffre. Uno dei motivi della sua origine puo’ essere un trauma infantile: un’improvvisa e spiacevole emozione violenta in cui e’ stato protagonista un gatto adulto o un micino. Quando siamo piccoli vediamo il soffice gattino come qualcosa di particolarmente morbido e carezzevole e ci viene voglia di prenderlo in braccio e di tenercelo stretto. A volte pero’ i gattini reagiscono malamente a questo atteggiamento eccessivamente zelante e tirano fuori le loro unghie affilate. L comportamento del gattino e’ talmente inaspettato quando si verifica per la prima volta che assume i connotati di un vero e proprio tradimento. A quel punto la sfiducia puo’ tramutarsi in terrore e l’animale viene conseguentemente evitato; ben presto si sviluppa una decisa fobia. Un’altro motivo che puo’ dare origine alla fobia dei gatti e’ la paura irrazionale dei genitori del bambino, i quali temono che il loro gatto possa cercare di soffocare il nuovo nato sedendogli addosso mentre dorme nella culla. Di conseguenza, molti bambini probabilmente hanno vissuto l’esperienza della madre che correva urlando nella loro cameretta e cacciava via il gatto.

La cura per la fobia dei gatti e’ piuttosto semplice, ma e’ alquanto penosa per chi ne soffre. Infatti, si basa su una serie di lezioni graduali di familiarizzazione durante le quali la “vittima” entra piano piano in contatto con oggetti che ricordano i piccoli felini. Poi, gradualmente, il gattino viene portato piu’ vicino e giorno dopo giorno la fobia dovrebbe diminuire di intensita’, finche’ alla fine la “vittima” riesce effettivamente a tenere in braccio il micino.

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Acrofobia

3 03 2008

acrofobia

L’acrofobia(dal greco àkros =elevato e fòbos =paura )appartiene al gruppo delle fobie “specifiche”. Le persone che soffrono di questa fobia, temono le altezze e i luoghi chiusi molto profondi (es. chiese). L’entrare in un grattacielo o il salire su di un balcone scatena nell’individuo, affetto da acrofobia,un’immotivata paura e può provocare veri e propri attacchi di panico e, quindi, tutte le condizioni di stress psicofisico che da esso ne derivano, quali : giramenti di testa, tremore, tachicardia, debolezza, aumento della sudorazione, sino ad importanti crisi respiratorie. C’è però da dire che questi sintomi non si manifestano obbligatoriamente;l’individuo acrofobico potrebbe semplicemente nutrire un profondo senso di disagio o perlopiù avere una leggera crisi nervosa.

Come nasce e come si cura l’ACROFOBIA

Essendo una fobia di tipo specifico, l’acrofobia nasce irrazionalmente, in seguito forse ad una precedente esperienza negativa infantile come la semplice caduta da un mobile o da un ripiano sopraelevato, e molto spesso il soggetto acrofobico ha la paura stessa di aver paura, prima ancora che si manifesti l’evento scatenante. Ad esempio, chi soffre di acrofobia può esprimere i sintomi della malattia prima ancora di entrare, putacaso, in un grattacielo, sapendo però di dovervi entrare. Ma come si cura allora l’acrofobia ? Tentare di ragionare o di confortare l’individuo mentre sta avendo un attacco di panico è pressoché inutile. Il metodo migliore sarebbe di indurre il “paziente” a superare la fobia con la ragione, essendo questa una malattia irrazionale(vd. amigdala), tramite delle sedute psicoterapeutiche che portino l’individuo a riflettere,poco alla volta, sulla propria paura e sull’inutilità di essa. Infine un altro metodo per curare questa fobia può essere l’utilizzo di massaggi rilassanti che predispongono l’organismo del paziente a ridurre notevolmente gli stress psicofisici.

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